domenica , 14 Agosto 2022

Phuket Febbraio Marzo 2007

La Thailandia è una terra speciale,semplice sotto alcuni punti di vista e complicata sotto altri. Per noi occidentali che andiamo a passare un paio di settimane di vacanza dopo mesi di duro lavoro,di bollette da pagare,di problemi da risolvere ci appare come un vero e proprio angolo di paradiso.
I luoghi di villeggiatura sono molto accoglienti,la natura è splendida nel suo variare di forme e di colori e la gente è sorridente e affabile.
Chi ci è stato in genere si ripromette di tornarci!!In teoria consiglierei a tutti di andarci,ma in pratica sarebbe meglio se “tutti” stessero a casa,anche solo per preservare il paesaggio. La natura è proprio la cosa che mi ha colpito di più:spiagge sempre diverse,di sabbia,di corallo,a pochi chilometri di distanza una dall’altra capita spesso che le caratteristiche dei luoghi e dei fondali cambino notevolmente. E poi.. fare il bagno con i pesci,per me non ha prezzo! Ok,anche sul Mar Rosso è routine ma lì non ci sono ancora stato!!! Ecco,il mio più grande rammarico è non aver visto Nemo(il Pesce Pagliaccio), ne siamo andati alla ricerca inutilmente,pare si nasconda a Surin Island .. Proprio il variare della natura però è cosa da tenere sempre in considerazione: occhio alle escursioni in kayak sopratutto se il mare è calmo (potrebbe incazzarsi all’improvviso) e se i rematori non sono in buono stato di forma… Chissà se Giammotta starà leggendo queste righe…. Comunque il mare nel periodo “estivo” è proprio fantastico,niente a che vedere con il nostro Mare Adriatico e soprattutto i Lidi Ferraresi. A memoria non ricordo di aver mai visto in spiaggia a Lido di Volano nessuna vecchia signora portarmi gentilmente e a buon prezzo frutta freschissima,genuina e succulenta. Mangiare ananas in spiaggia come mangiare un ghiacciolo: bisogna solo provarlo!!!! Se preferisci oltre all’ananasso c’è comunque anche il venditore del pollo arrosto!!! In ogni caso c’è da sottolineare che i prezzi sono convenienti rispetto agli standard nostrani,senza contare il fatto che il “costo” è sempre relativo: se ad esempio vai a comprare un paio di jeans al Patong Top o in qualche altra bancarella ti verrà chiesto un prezzo,che varia dal fatto se sei inglese,tedesco o italiano. Infatti mentre l’inglese con la sterlina può fare il bello e il cattivo tempo,noi poveri italiani con l’euro e la nostra situazione dobbiamo tirare sui prezzi più che possiamo, anche se a onor del vero ci divertiamo un casino nel farlo!!! Tecnica: cercare di capire il limite minimo della transazione,esasperare il venditore,dopodichè andarsene quando lui non ti vende il pezzo. Dopo che avrai fatto 10-15 metri lui ti chiamerà,magari con un fischio e ti venderà l’agognato oggetto della contesa. Praticamente l’inglese paga una cosa un terzo in più di un italiano. In Thailandia trovi quasi di tutto: jeans, magliette,costumi,orologi,scarpe e chi più ne ha più ne metta a prezzi molto contenuti. E’ impossibile non tornare a casa con la valigia che pesa meno di 20 chili,perché tutto costa meno e dici:”Tanto costa poco…” e poi sei in ferie,quindi non è che puoi stare lì a guardare cosa spendi: compri e basta!!! Una cosa che si fa regolarmente in Thailandia senza alcuna fatica,sempre con il sano e giusto spirito vacanziero,ma che tempra il fisico come degli “Ironman” è svegliarsi alla mattina alle 7 o giù di lì per un’escursione quando la sera prima sei andato a ballare,ci hai dato di Coca&Havana o birra e sei andato a letto (magari neanche da solo) alle 4 o limitrofi… La mattina tutti hanno le crepe negli occhi come Gatto Silvestro e così cominci già a riderci su dall’alba per finire la sera seguente.. Si potesse fare da noi anche solo un giorno al mese come questi!!! Esempio:escursione con partenza ore 7!!Tenete presente che l’autista thailandese è puntuale e spacca il minuto,quindi bisogna essere in orario,poiché dopo un quarto d’ora parte senza di voi. E’ buona cosa interrogare il possessore del voucher per verificare se l’ha scordato in camera: può succedere che,avendo egli fatto tardi,abbia la mente annebbiata (chissà se anche Nico leggerà queste righe…). In teoria senza quello l’accesso alla barca sarebbe interdetto anche se poi le guide sono gentili e comprensive e ti lasciano partire comunque.. All’arrivo al punto d’incontro viene fatto l’appello,viene offerta la colazione (il caffè in Thailandia è praticamente acqua sporca) e poi si procede alla distribuzione delle maschere da sub,delle pinne e dei giubbetti di salvataggio. Ecco:se per caso siete abituati ad andare in piscina con i normalissimi occhialini (che se dispersi sono facilmente ritrovabili) state ben attenti alle maschere da sub perché se le abbandonate un attimo in acqua affondano in un nanosecondo. In questo modo sarete presi spudoratamente per i fondelli dalle guide thai,le quali vi diranno che 7 metri di profondità non sono poi tanti da discendere (per loro!!!). Esse vi scuciranno politicamente non meno di 500 bath e in un secondo momento andranno a ripescare senza particolari problemi le maschere perse. Anche la scelta del posto a sedere nelle loro velocissime barche è di grande importanza: ammesso che non soffriate di mal di mare,posizionarsi a prua della barca è molto ardito,in quanto si è sottoposti a continui e paurosi salti nel vuoto che sembra di volare via. Molto più conveniente è mettersi a poppa. Anche se ci sono i potenti e rumorosi motori il viaggio è meno movimentato e se siete stanchi riuscirete perfino a dormire,o meglio crollare dalla stanchezza (sempre che non siate scherzati da perfidi amici,che disturberanno volutamente il vostro riposo). Tutt’altro discorso invece vale per le barchette di legno, condotte “magistralmente” da nostromi,più simili a pescatori che a guide turistiche.. Così a prima vista possono sembrare veri e propri catorci del mare,capaci di restare in panne in mare aperto. Beh,quando ci salirete sopra tutte queste impressioni diventeranno certezze e il terrore vi assalirà!!!!Se il mare dovesse ingrossarsi un poco,queste barche sobbalzeranno paurosamente e sembreranno spezzarsi in due,anche se poi i “cocchieri”,serafici e tranquilli come vecchi lupi di mare, vi diranno con calma olimpica il fatidico:”No problem,no problem…” Si,non è raro sentire questa espressione in Thailandia. Possibile che non ci siano mai problemi?? Come in effetti dicevo già all’inizio,in questo paradisiaco paese ci sono grandi contraddizioni,però il popolo thai prende le situazioni e i problemi della vita col sorriso (Thailandia= Terra del sorriso),cosa che noi,italiani e occidentali in genere,fatichiamo a fare. Di ritorno da lunghe e faticose giornate di spiaggia,sole e mare diventa necessario rilassarsi un attimino: niente di meglio di un sano massaggio thailandese!!!Famosi in un tutto il mondo i massaggi sono proprio una cosa da non perdere e poi rigenerano il fisico e “soprattutto” lo spirito. Di centri massaggi ce ne sono centinaia per non dire migliaia,le ragazze sono sempre pronte all’assalto del turista con il tormentone:”Hello.. massage…”. Da fare assolutamente: provate a passare in scooter davanti ad un centro e sorprendetele voi con il vostro “Hello.. massage..”,le vedrete balzare il piedi come galline o ochette,starnazzando in coro il simpatico richiamo: che spettacolo!!!! Comunque il massaggio è un’arte quindi deciderete voi da chi farvelo fare,avendo l’imbarazzo della scelta:mani esperte e affidabili di qualche signora attempata oppure manine dolci di qualche fantastica e irresistibile pupa dagli occhi a mandorla. Questo è il dilemma,ma le vacanze generalmente durano non meno di 2 settimane quindi potete provare tutto,anche mani pseudomaschili (lady-boy) se proprio non volete farvi mancare niente!!!!I giovani “ambigui” non mancano in Thailandia ma sono accettati come persone normali,forse più di quanto non succeda da noi,come del resto i rapporti tra persone dello stesso sesso,là tutti si fanno i cavoli propri e del resto:”No problem…”. Una cosa azzardata da fare per un occidentale è cercare di mangiare i cibi tipici locali:i thailandesi mangiano zuppe,intingoli,salse piccantissime e saporitissime alle quali noi e i nostri stomaci non siamo per niente abituati. Bisogna stare attenti ai problemi intestinali e avere sempre in valigia farmaci specifici in quanto il “virus” è sempre in agguato dietro l’angolo. A volte anche solo andare in un negozio può essere un rischio: in tutte le botteghe,centri massaggi,punti commerciali (e pure nei taxi) l’aria condizionata è mantenuta a livelli disumani,gli sbalzi di temperatura con l’esterno superano regolarmente almeno i 10 gradi e chi è più “debole” va incontro a lunghe “telefonate in ufficio”. Comunque il cibo non è un problema perché ci sono molti ristoranti italiani di ottima qualità e ristoranti gestiti da thai che preparano buon pesce fresco e anche carne. Sconsigliato è prendere il pollo arrosto dai venditori ambulanti che con “specialissimi carretti di fortuna” girano per le strade,in quanto non si sa la provenienza dei ruspanti animali e l’igiene lascia un po’ a desiderare. Da sottolineare c’è che la birra in Thailandia è molto gustosa: Singha,Tiger,Chang sono ideali per tutti i momenti della giornata (pranzo,cena,dopocena,discoteca,ecc… praticamente ogni momento è buono) anche se la prima marca è di gran lunga la migliore e costa addirittura meno dell’importata Heineken,senza aver nulla da invidiarle.. Le serate thailandesi a Patong Beach offrono molti divertimenti,si può fare di tutto. Bar,discoteche,sale giochi,biliardi oppure anche solo passeggiare e andare per negozi. Le ragazze che lavorano nei bar ti assaltano mentre cammini per la strada e cercano in tutti i modi di portarti al bancone,anche con metodi molto lusinghieri,ossia mettendoti le dolci manine in fondo alle tasche anteriori… E’ molto difficile rifiutare tante attenzioni ma i bar sono talmente tanti (e pure le ragazze) che la scelta non è facile;ovviamente dove le pollastre sono più belle la sosta è d’obbligo,ma ce n’è veramente per tutti i gusti. C’è da segnalare che è alquanto pericoloso suonare le campanelle che puntualmente si trovano nei barettini: se siete sprovveduti e tirerete la cordicella dovrete pagare un giro da bere per tutti gli avventori e le lavoranti!! Al bar con le gentili e graziose fanciulle potrete divertirvi bevendo,chiacchierando e giocando ad alcuni passatempi tipici locali: uno è il classicissimo Forza4 dove molte ragazze thai sono praticamente imbattibili. Poi c’è il gioco del chiodo: su di una sezione di tronco si prepara il chiodo improntato nel legno per alcuni millimetri e con l’ausilio di un martello bisogna avere polso fermo da riuscire a piantarlo in un colpo solo e non è certo facile se non siete falegnami esperti!!!Altrimenti c’è il gioco della Torre che consiste in una struttura di parallelepipedi di legno a base quadrata dove al vostro turno dovrete togliere il tassello desiderato e posizionarlo a piacimento all’ultimo piano. La struttura ad ogni tassello tolto perderà di stabilità e perderà chi togliendo il pezzo la farà cadere,e soprattutto passerà alla cassa a pagare da bere!!!! Le ragazze sono maestre in questi giochetti in quanto si esercitano con i “farang” (pronunciato:falang = stranieri) tutti i santi giorni. La lingua è una cosa molto importante per comunicare e ovviamente non c’è bisogno di imparare il thailandese,anche se eventualmente un piccolo dizionarietto non fa male,perché… “tanto costa poco”. I thai parlano un inglese maccheronico come la maggior parte degli italiani,con la differenza che la lettera “R” da queste parti (forse in tutta l’Asia) non esiste proprio,quindi può succedere che vi dicano una cosa e voi in un primo momento non capiate. Poi scervellandovi e valutando ove fosse possibile posizionare una “R” potrete capire cosa intendono effettivamente dire (esercitatevi con le sciarade de “La Settimana Enigmistica”). Molte ragazze essendo everyday a stretto contatto con i turisti parlano discretamente l’inglese,altre addirittura conoscono qualche parola d’italiano!!!Il maschio di italica stirpe è molto apprezzato come “amatore”,pare che le ragazze thai apprezzino il nostro modo di fare,la voglia di divertirci e anche il nostro comportamento nei loro confronti,rispetto agli altri colleghi vacanzieri occidentali. Però c’è un però: l’italiano medio rispetto ad un english medio ha molto meno denaro da sperperare in “divertimenti vari” ed il resto viene da se!!! A buon intenditor poche parole….

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