mercoledì , 18 ottobre 2017
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Songkran, il capodanno bagnato in Thailandia

Se avete paura dell’acqua o non volete bagnarvi nonostante i più di 30 gradi di Aprile della Thailandia non uscite di casa nel periodo del Songkran, il capodanno Thailandese. E’ una festa allegra e gioiosa e il modo migliore per viverla è stare al gioco. Se siete in motorino e vi chiedono di rallentare o di fermarvi fatelo, così eviterete di cadere perchè litri di acqua vi bagneranno in ogni modo. Vi troverete anche ricoperti di borotalco, ma sempre tutto con il sorriso.

Il Songkran

Ogni anno dal 13 Aprile fino al 15 Aprile (anche se occasionalmente i festeggiamenti possono continuare fino al 16) cade il capodanno Thai.
E’ principalmente una festa religiosa che segna l’inizio dell’anno buddistha, e per i tradizionalisti rimane tale, mentre ha assunto per molti altri un senso molto più moderno e festaiolo.
Infatti la tradizione vuole che che si facciano offerte al tempio bagnando le immagini di Buddha con schizzi di acqua e pulendo a fondo le loro dimore.
Per augurare buona fortuna in modo molto più festaiolo invece si getta acqua sui passanti, una vera e propria guerra di gavettoni e secchiate d’acqua che però non può dare fastidio più di tanto considerando le temperature del periodo.In effetti è anche conosciuto come Festival dell’acqua (Water Festival) proprio perchè la gente crede che l’acqua lavi via la sfortuna.Curiosi sono i modi per gettare l’acqua, da secchi e canne per l’acqua, ai mitra d’acqua e fino agli elefanti.

Il Songkran segna l’ingresso nel segno dell’Ariete ed il suo nome completo è Songkran Maggiore (Maha Songkran).
Questa festività non è solamente propria della Thailandia, ma viene osservata anche in Myanmar (Birmania), Laos e Cambogia.

Storia del Songkran

Narra la tradizione di un giovane molto intelligente con una capacità di apprendimento incredibile e con la capacità di comprendere il linguaggio degli uccelli. Il Dio Kabil Maha Phrom era invidioso di questo, e decise di scendere sulla terra per sfidare il giovane con tre indovinelli da risolvere in sette giorni. La posta in palio era la testa del perdente.
Il giovane vista la difficoltà degli indovinelli decise di scappare per uccidersi piuttosto che sottostare alla sconfitta. Proprio durante la fuga, fermatosi un attimo per riposare ai piedi di un albero, sentì casualmente un’aquila consolare i suoi piccoli affamati, dicendo loro che presto avrebbero potuto sfamarsi con il corpo del giovane. L’aquila raccontò ai suoi piccoli della scommessa, degli indovinelli e soprattutto diede loro anche le risposte.
A quel punto il giovane accettò la sfida vincendola e il Dio fu costretto a privarsi della testa, però molto pericolosa, in quanto se avesse toccato terra sarebbe esploso tutto e se fosse finita in mare avrebbe prosciugato tutta l’acqua a seguito di un immenso calore.
Venne allora riposta in una caverna nel Paradiso delle divinità e ogni anno una delle sette figlie del Dio, a turno, porta in processione la testa del padre seguita da molte divinità, ovviamente durante il Songkran.

La Cerimonia Religiosa

Il giorno della vigilia si tengono le pulizie delle case, mentre il giorno 13 i credenti aprono i festeggiamenti alla mattina con la processione al tempio (Wat) del villaggio per portare le offerte ai monaci, disposti in piedi attorno ad un lungo tavolo e con le ciotole allineate pronte a ricevere frutta, dolci e riso.
Il pomeriggio è dedicato alla cerimonia di purificazione dell’immagine del Buddha, dopo la quale si può dare inizio alla festa del versamento dell’acqua. I più giovani omaggiano, versando rispettosamente nel palmo delle mani degli anziani e dei loro cari acqua profumata. Di seguito li aiutano poi ad asciugarsi e indossare abiti freschi e puliti con cui celebrare il nuovo anno in maniera degna.

Nei tre giorni della festa i fedeli, con candele, bastoncini di incenso e bottigliette di acqua profumata, si recano al tempio, accendono una candela e tre bastoncini di incenso posizionandoli assieme ad una coroncina di fiori nei recipienti di fronte all’altare del Buddha. Inginocchiatisi di fronte all’immagine sacra poi nel classico gesto di preghiera che vuole i palmi delle mani uno contro l’altro e toccando ripetutamente la fronte a terra, terminano il rito versando una piccola quantità di acqua nelle mani della statua del Buddha.

Foto del Songkran